E fu sera e fu mattina

2008

reading sonoro

 

testo di Ila Covolan

con Mara Pieri

musiche originali dal vivo di Sebastiano, Luca Insinga

“E quanta vergogna per non aver compiuto, per aver taciuto, per aver abbassato lo sguardo, chiuso i pugni e deglutito.

Quanta vergogna per aver ascoltato.

E tentato, addirittura, di imparare.

Di guarire.”

“E fu sera e fu mattina” è una filastrocca straziante, una nenia che si delinea lentamente nella sua immobile, ripetitiva, quotidiana crudeltà. E’ il racconto intimo di una ragazza confinata alla solitudine a causa di uno stigma che le viene cucito addosso, in quanto considerata “malata”, “deviata”, “peccatrice”. Un esilio domestico forzato, necessario per sfuggire allo scherno, alle maledizioni, alle terapie correttive. Come un untore in eremitaggio, il racconto mette a confronto il quotidiano costellato da un micro-universo di considerazioni, prese di coscienza e minime azioni domestiche, con la violenza del “fuori”, un fuori composto da familiari, terapeuti, religiosi, presunti saggi, psicofarmaci, dediti alla soppressione della devianza.

Un monologo che si muove tra la lucidità e il materiale onirico e surreale, mescolando e fondendo le parole alle melodie laceranti, agli accordi distorti e alla voce roca, e che racconta con delicatezza la violenza dell’omofobia.